I Domenica di Quaresima (B)

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19 - Feb - 2021

Quaresima

I Domenica di Quaresima (B)

(Gen 9,8-15   Sal 24   1Pt 3,18-22   Mc 1,12-15)
Domenica 21 Febbraio 2021

Commento di Simona Segoloni Ruta – Teologa

Il deserto (in cui Gesù sta per quaranta giorni tentato da satana) e il diluvio (di cui parlano sia la prima lettura tratta da Genesi che la seconda tratta dalla prima lettera di Pietro) hanno in comune il realizzarsi di condizioni così estreme da impedire la vita. Dovunque lo sguardo si dispieghi vede solo sabbia, se si è nel deserto, oppure solo acqua sotto la quale viene sommersa ogni cosa, se si è nell’arca dopo il diluvio. Sono luoghi aspri, condizioni estreme, ci portano faccia a faccia con la nostra fragilità, come digiunare a lungo, o vivere nella paura del contagio privati di tante relazioni, come capita a noi in questo tempo, immersi nelle difficoltà dell’oggi e nell’incertezza del futuro.

In questi luoghi estremi è facile sentire delle voci che ci tentano. Voci che, come è stato per le anime che avevano rifiutato di credere ai tempi di Noè (seconda lettura), ci spingono a non convertirci, a ritenerci nel giusto, cosicché il diluvio poi ci colga del tutto impreparati. Oppure voci che ci seducono convincendoci che Dio non si cura di noi e che, in fondo, non è importante: voci che separano (satana è il divisore) da Dio, dalla verità di noi stessi e dagli altri.
Eppure in questi luoghi estremi e minacciosi, che rischiano di farci errare senza riferimenti (quanto smarrimento in questo ultimo anno!), Dio opera la salvezza. Il diluvio non è la fine, ma un nuovo inizio, di fronte alla bellezza del quale Dio promette che non manderà più un altro diluvio. Il deserto poi è il luogo in cui Gesù affamato e assediato dalle voci, trova se stesso, il Padre e la decisione di iniziare la propria missione annunciando il Vangelo, come già Israele nel deserto era diventato il popolo prediletto di Dio accogliendone la parola e stringendo l’alleanza.
Oggi, come in quei primi giorni della missione di Gesù, la sua voce ci chiama a conversione mentre intorno a noi vediamo solo deserto e distese d’acqua, mentre dentro di noi si alzano le voci che ci fanno disperare o dubitare di Dio e del domani. Ci chiama a conversione in questo momento favorevole chiedendoci di saper vedere altro. L’acqua infatti distrugge, ma porta anche la vita, e il deserto è il luogo in cui si può ritrovare l’unico amore, quello di Dio, su cui si fonda tutto ciò che siamo e viviamo.
Guardiamo l’oggi allora, la durezza della situazione, entriamo nel deserto che ci è imposto, ma mettiamo a tacere ogni voce tranne una: “Quando ammasserò le nubi sulla terra e apparirà l’arco sulle nubi, ricorderò la mia alleanza che è tra me e voi e ogni essere che vive in ogni carne, e non ci saranno più le acque per il diluvio, per distruggere ogni carne”. Nutrendoci di questa parola, sapremo che ogni situazione, per quanto estrema, nelle mani di Dio può essere luogo di salvezza. Non abbiamo bisogno di aggiungere mortificazioni a quelle che già ci sono inflitte dalle circostanze, possiamo invece vivere questo tempo alla ricerca di Dio, per convertirci con tutto il cuore a lui, che è capace di far fiorire il deserto e far rinascere la vita dalle acque, e per riconoscerlo così come il Signore che si fa vicino, fino a proclamare con Gesù: il tempo è compiuto, il Regno di Dio è vicino. Oggi, adesso, in questo stesso deserto.
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