IV Domenica Avvento (B)

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18 - Dic - 2020

Avvento

IV Domenica d’Avvento (B)

(2Sam 7,1-5.8-12.14.16   Sal 88   Rm 16,25-27   Lc 1,26-38)
Domenica 20 Dicembre 2020

Commento di Simona Segoloni Ruta – Teologa

L’ultima domenica di Avvento entra nel vivo del mistero e non ci deve portare a commemorare eventi passati, ma a comprendere come questi eventi siano vivi ed efficaci oggi perché, come riflettevamo domenica scorsa, il Signore è già in mezzo a noi. Riconoscerlo, rimuovere gli ostacoli perché ci raggiunga e aprirci al nuovo inizio che lui opera in noi e per noi è ciò che possiamo fare per goderci il dono che ci sta davanti. Quel mistero infatti (come leggiamo nel brevissimo passo della lettera ai Romani che costituisce la seconda lettura), che è stato avvolto per secoli dal silenzio e poi è stato svelato mediante le Scritture, ora può essere annunciato a tutti: Dio viene a visitare il suo popolo (l’umanità, il mondo e ciascuno/a di noi), a condividerne la vita e la storia.

L’annuncio fatto a Maria, riportato in questa pagina di Luca letta anche nel giorno dell’Immacolata, dichiara proprio che Dio viene a visitare il suo popolo. Non è lontano, non è incomprensibile, non vive tutt’altro da noi: si fa, invece, uno di noi per condividere con noi la sua vita. Figlio di Davide che regnerà sulla casa di Giacobbe: Dio viene a condividere la storia del suo popolo, non rinnega quello che è stato, perdona le infedeltà, si pone come erede di quello che gli esseri umani hanno saputo fare dei suoi doni e viene per salvare e custodire tutto. Non solo apre un nuovo inizio, ma benedice la storia che c’è stata fin qui e che noi troppo spesso siamo tentati di rinnegare o disprezzare.
Come stare davanti ad un Dio così? Nella prima lettura (secondo libro di Samuele) Davide vuole costruire una casa a Dio, vuole, da bravo re che abita una bella casa, fare qualcosa per onorare Dio cui deve tutto. Ma Dio non ci sta. Non vuole essere riempito di lusinghe e riconoscimenti (come fanno i potenti e anche noi quando ci capita), Dio vuole invece continuare a custodire: tu preoccupati di vivere, sembra dire a Davide, io costruirò una casa per te e per i tuoi figli e per il popolo. Ti ho preso dal pascolo e sono stato sempre con te, ho cacciato i tuoi nemici e ti darò riposo da loro. E alla fine della tua vita mi preoccuperò io di rendere stabile il tuo regno e di custodire i tuoi figli. Tu vivi, mentre io custodisco la tua vita. Dio è troppo impegnato a far vivere per volere altro.
La storia di Davide, quella del popolo e quella di ciascuno di noi, sta tutta qui: Dio non vuole da noi se non che viviamo. Non gli servono prestazioni né sacrifici né onori: rinnova il nostro passato e promette un’alleanza per il futuro, ci costruisce intorno un riparo per vivere. Per questo è venuto nel mondo, per questo viene continuamente.
Maria, la sapiente, lo sa: non pensa a che cosa deve fare per Dio, a come obbedirgli o fargli favori, semplicemente lo ascolta, si fa riempire dallo Spirito e vive, dando vita. Il Natale è alle porte, il Signore viene in mezzo a noi per costruirci una casa e custodire la nostra vita perché fiorisca. Non c’è mai stata nella storia risposta migliore di fronte a questa bellezza di quella di una ragazzina di Nazareth: Eccomi. Eccoci, Signore. Avvenga per noi ciò che dici.
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